L’inesorabile verità della normativa sui veicoli autocarro n1: la fine delle strutture amovibili

Il mondo dei trasporti è spesso un terreno fertile per interpretazioni creative delle normative ma, quando si tratta della corretta classificazione e uso dei veicoli, la legge italiana non lascia spazio a dubbi. La recente circolare emanata dalla Div. 3, che sottolinea l’importanza della corrispondenza tra la carrozzeria del veicolo (come indicato nella lettera J. del libretto) e la sua destinazione d’uso, è un chiaro segnale che l’era delle scuse improbabili e delle interpretazioni elastiche è definitivamente conclusa

La legge è chiara: nessuna tolleranza per le deviazioni

Per un autocarro N1, la normativa è chiarissima e non lascia spazio ad interpretazione: se il veicolo, alla lettera J.2 (Destinazione ed uso) è classificato come “Autocarro per il trasporto di cose” (è indifferente se USO PROPRIO o CONTO TERZI) il veicolo è destinato al trasporto di beni da un punto A ad un punto B, senza deviazioni che prevedano il ritorno al punto di partenza con lo stesso carico. Questo dettaglio non è solo una formalità burocratica, ma una disposizione pensata per prevenire abusi che potrebbero compromettere la sicurezza stradale e la correttezza delle operazioni commerciali.

Detto in soldoni, non è possibile allestire un autocarro come autocaravan e circolare senza effettuare la corretta immatricolazione del veicolo. O meglio, è possibile, se si è disposti a correre i rischi che l’infrazione comporta.

Il rischio è quello del ritiro della carta di circolazione con obbligo di revisione speciale in MCTC che, detta così, può sembrare una procedura semplice ma, in concreto può diventare un bagno di sangue poichè va ripristinata “l’origine” del veicolo.

Nella circolare emanata dalla Divisione 3 il 19 di Aprile del 2024 che armonizza le prescrizioni in materia di veicoli abitativi e autocaravan la questione viene affrontata di petto e, cito testualmente “…queste attrezzature devono, di norma, essere fisse, tuttavia, possono essere di tipo amovibile se e soltanto se ne è previsto un alloggiamento sicuro durante la circolazione del veicolo (ad esempio, lo stivaggio in appositi armadi a chiusura)”. 

Questa circolare è stata inviata a tutti i CPA, a tutti gli uffici MCTC, a noi costruttori e a tutti gli organismi ispettivi che eseguono il controllo a valle, ossia i corpi di polizia. 

Alla luce di questa circolare riteniamo che il coefficiente di indulgenza della polizia, in caso di infrazioni, nelle prossime settimane diminuirà sensibilmente.

Il tentativo di utilizzare un autocarro N1 per finalità diverse da quelle per cui è stato omologato, come ad esempio il trasporto di attrezzature in modo permanente o il riutilizzo dello stesso carico in un viaggio circolare, non solo è illegale ma ora anche più facilmente sanzionabile grazie alle direttive più stringenti.

State pur certi che fioccheranno sequestri per tutti quelli che non si sono adeguati.

Le conseguenze di una classificazione errata

Il rispetto di queste norme non è una mera formalità. In caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, la scoperta di un veicolo utilizzato in maniera non conforme alla sua destinazione d’uso registrata può portare al ritiro della carta di circolazione e all’obbligo di sottoporsi a una revisione speciale presso il MCTC (Motorizzazione Civile e dei Trasporti in Concessione). Questa procedura non solo comporta disagi e costi aggiuntivi significativi, ma segnala anche un’infrazione grave che può influenzare la reputazione del conducente e dell’impresa associata.

Inoltre, al ritiro della carta di circolazione sono connesse altre problematiche che si generano a cascata.

Vi faccio un esempio concreto capitato nel mese di Marzo 2024. Ci contatta il Sig. Pierangelo C. per l’immatricolazione di un FIAT Ducato 250 L3 H2 allestito autonomamente. 

Come sapete la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, ed infatti, mentre sta percorrendo la strada che da Livorno lo condurrà al nostro deposito per l’immatricolazione la polizia stradale lo ferma e gli confisca la carta di circolazione. Pierangelo aveva installate tutte strutture amovibili, tuttavia le sue proteste sono cadute nel vuoto, la polizia è stata implacabile e ha proceduto con il sequestro.

La polizia consegna il Fiat Ducato di Pierangelo presso uno dei nostri depositi e, su richiesta di Pierangelo, ci informiamo in merito alla possibilità di effettuare immediatamente il collaudo di trasformazione evitando l’inutile e laboriosa fase di ripristino del veicolo in autocarro.

Scriviamo mail Pec sia alla MCTC di Livorno (dove è residente Pierangelo) sia all’organo di polizia stradale territorialmente competente sia al CPA che avrebbe dovuto evadere la pratica.

Tutto sembrava promettere bene…

…ma 2 giorni prima della seduta di collaudo riceviamo una mail dalla MCTC di Livorno la quale ci informa che non è possibile procedere col collaudo di conversione ad autocaravan senza effettuare prima il ripristino dell’origine. Spiegano che c’è un verbale della polizia di mezzo e che bisogna necessariamente seguire questo protocollo.

Piccolo problema: il veicolo si trova sequestrato presso un deposito sito a San Benedetto del Tronto, il proprietario del veicolo si trova a Venezia per lavoro e il libretto originale è stato trattenuto dalla Polizia di un’altra provincia.

Un guazzabuglio normativo inestricabile che si traduce in oggettivi problemi tecnici per movimentare il veicolo il quale può essere spostato solo se caricato su un carro attrezzi. Muoverlo in targa prova sarebbe possibile ma “improprio”.

Morale della favola: Siamo quasi a Giugno ed il veicolo è ancora fermo nel nostro deposito, Pierangelo C. è ormai ridotto ai minimi termini emotivi, scoraggiato e amareggiato.

Certamente la pena che sta scontando è sproporzionata alla gravità dell’infrazione commessa ma rende bene l’idea di che cosa possa significare “ripristinare l’origine” in MCTC a seguito di un sequestro…

Sicurezza stradale e assicurazioni: un binomio indissolubile

Oltre alle implicazioni legali e amministrative, vi è un aspetto cruciale che non deve essere sottovalutato: la sicurezza stradale. Un veicolo usato in maniera inappropriata o classificato erroneamente può rappresentare un rischio significativo sulle strade. In caso di incidente, le implicazioni assicurative possono essere gravose. Un autocarro N1 coinvolto in un incidente, se trovato in violazione delle norme di destinazione d’uso, potrebbe vedersi negare la copertura assicurativa, lasciando il proprietario esposto a rischi finanziari enormi, soprattutto se ci sono feriti coinvolti.

La normativa serve a tutelare tutti

La fermezza delle nuove direttive non è un ostacolo burocratico, ma una necessità per mantenere l’ordine e la sicurezza nel settore dei trasporti, influenzando positivamente la condotta degli operatori e delle forze dell’ordine. Le scuse e le interpretazioni flessibili del passato non trovano più spazio in un sistema che si sta muovendo decisamente verso più rigore e precisione.

Con queste normative, l’intento del legislatore è chiaro: garantire che ogni veicolo sulle strade italiane sia utilizzato correttamente secondo le specifiche per cui è stato progettato e omologato. Questo non solo protegge gli utenti della strada, ma assicura anche una concorrenza leale tra le imprese, promuovendo pratiche commerciali corrette e trasparenti.

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